RETE 2025-10-17T15:54:55+02:00

I DISPOSITIVI DI RETE

Negli anni abbiamo delineato tre tipologie di dispositivi di rete, che si caratterizzano e differenziano per livello di coinvolgimento dei soggetti di rete, grado di strutturazione dei processi di lavoro, spendibilità di lungo periodo. Questi tre dispositivi di rete sono i Tavoli tecnici, le Piattaforme e le Procedure. A cui si affiancano le Consulenze di Processo, su richieste individuate e più circostanziate, al fine di promuovere o mantenere processi organizzativi efficaci.

Tra le piattaforme attivate, Integralavoro Milano dal 2011 si configura come tavolo di concertazione al quale afferiscono i rappresentanti territoriali dei Poli Lavoro dei Dipartimenti di salute mentale e i referenti del PIR TR 106. Nel tempo il tavolo è progressivamente diventato il cuore del Programma con le funzioni di:
  • raccordo, monitoraggio e valutazione del funzionamento delle prassi operative concordate con gli attori della rete;
  • interfaccia col mondo della formazione e della produzione, promuovendo una cultura condivisa rispetto all’inclusione lavorativa di persone con disagio psichico;
  • interlocutore per tutte le Aziende sensibili ai temi dell’inclusione lavorativa di persone con disagio psichico, disabili e non, e alla promozione della Salute Mentale sui luoghi di lavoro.

INTEGRALAVORO: TAVOLO DI CONNESSIONI

IL SISTEMA DI RETE INTEGRALAVORO

Dipartimento di salute mentale: l’insieme coordinato dei servizi e delle strutture sanitarie pubbliche che operano per la promozione della salute mentale, la prevenzione dei disturbi mentali, la diagnosi, il trattamento e la riabilitazione delle persone con problemi psichici, secondo un approccio integrato e territoriale.

Polo lavoro dei dipartimenti di salute mentale: il servizio pubblico che progetta, coordina e attua percorsi personalizzati di inserimento lavorativo per utenti con disagio psichico, attraverso interventi di orientamento, formazione, borse lavoro, tirocini, supporto all’assunzione e al mantenimento del posto di lavoro. Collabora con gli Enti pubblici, il mondo aziendale, il terzo e quarto settore. Ci lavorano operatori sanitari (educatori, tecnici della riabilitazione psichiatrica, psicologi, assistenti sociali) specializzati in tematiche di inclusione lavorativa.

Enti accreditati per l’inclusione lavorativa: sono soggetti pubblici o privati, riconosciuti da Regione Lombardia attraverso un sistema di accreditamento formale, abilitati a progettare e realizzare politiche attive finalizzate all’inclusione lavorativa delle persone in condizione di svantaggio, inclusi soggetti con disabilità psichica, fisica o sociale.
 

Celav (centro di mediazione al lavoro del comune di Milano):  è un servizio pubblico promosso dal Comune di Milano, attivo tramite i suoi sportelli territoriali, dedicato all’orientamento e al supporto all’inserimento lavorativo di persone in condizioni di svantaggio sociale, inclusi disoccupati, inoccupati, persone con disabilità e altri gruppi vulnerabili.

Città metropolitana: è l’istituzione che governa le politiche del lavoro su vasta scala (ex Provincia). Attraverso il Piano EMERGO e altre azioni integrate in rete, finanzia e coordina percorsi di collocamento mirato, incentivi alle imprese, formazione, buone pratiche per favorire l’inclusione lavorativa delle persone con disabilità e fragilità socio-economica nel territorio metropolitano.
 

Aziende:  realtà produttive presenti nel territorio che vogliono intraprendere o sviluppare politiche, pratiche e cultura aziendale orientate all’accoglienza, alla valorizzazione e all’integrazione delle diversità.

Cooperative sociali di tipo B: imprese sociali del territorio che hanno come scopo principale l’inserimento lavorativo di persone svantaggiate e/o disabili, attraverso lo svolgimento di attività produttive di beni o servizi (L 381/1991; Art.14; L 68).

GLOSSARIO