PROGETTO 2025-10-17T15:51:36+02:00

IL PROGETTO TR106: COME NASCE (2004- 2008)

Le ipotesi che hanno motivato il nostro intervento sono nate da precise valutazioni in merito a problematiche nelle reti delle organizzazioni di servizio che sostengono progetti di inserimento lavorativo di pazienti psichiatrici.

Esisteva, infatti, un divario significativo tra la regolarità degli interventi terapeutici che i servizi territoriali dei Dipartimenti di Salute Mentale effettuavano nella città di Milano e la scarsa organizzazione allargata che li sosteneva. In particolare, per realizzare interventi efficaci di inclusione sociale dei pazienti psichiatrici, sono necessari servizi culturalmente e operativamente integrati tra loro. Abbiamo deciso, perciò, di indirizzare i nostri sforzi nell’individuazione e costruzione di un sistema organizzativo più efficace in questo ambito, così da meglio soddisfare le esigenze dei nostri primi clienti, i pazienti, al contempo cittadini.

Nel 2004 Regione Lombardia – Assessorato alla Sanità, ha emanato un nuovo Piano Regionale per la salute mentale, dando il via alla promozione di un circuito fiduciario territoriale improntato sulla visione di una “psichiatria di comunità che operi in maniera integrata con programmi di cura in stretta connessione tra i vari servizi territoriali, sociali, sanitari e con le risorse del contesto”.

Nel 2009 nasce da questi principi il Programma Innovativo Regionale TR106, con lo scopo di introdurre modelli operativi per l’inserimento lavorativo (oggi ‘inclusione lavorativa’) nel territorio milanese di soggetti con disagio psichico. Il Programma, promosso dall’Ospedale Luigi Sacco, dal 2016 ASST Fatebenefratelli Sacco, ha improntato i suoi interventi sulla costruzione di un sistema organizzativo in rete autenticamente sinergico, coinvolgendo tutti i Dipartimenti di Salute Mentale (DSMD), con l’intento di co-costruire prodotti e servizi per rispondere non solo alle necessità del cittadino inserito in un percorso di integrazione al lavoro, ma anche alle richieste del comparto aziendale.

Il Programma Innovativo Regionale, in accordo con i Dipartimenti di Salute Mentale della città di Milano, ha ottenuto nel tempo risultati in termini di crescita organizzativa, cioè in un migliore coordinamento ed ottimizzazione delle risposte all’utenza nell’ambito dell’integrazione lavorativa di soggetti con disagio psichico. Più nel concreto, ha portato alla costruzione partecipata dei seguenti strumenti innovativi di tipo organizzativo:

  • L’applicazione di un modello ispirato a quello di Quinn Mills (1993), definito a Grappolo o a Cluster, che è una struttura organizzativa che consente la messa in rete, su obiettivi ed azioni concordate tra i diversi Servizi, di opportunità mirate per i candidati al lavoro. Questo avviene grazie ad uno staff di operatori specializzati nellmediazione fra differenti linguaggi del comparto sociale e lavorativo (coach di rete), integrati all’interno dei Poli Lavoro preesistenti e progressivamente anche nei restanti Dipartimenti.
  • L’attuazione di un metodo per costruire accordi – denominati Patti Fiduciari – tra Dipartimenti di Salute Mentale ed istituzioni, ispirandoci al metodo ORGI (Schein, 2001). Tale metodo prevede l’attivazione di cicli risolutivi di problemi organizzativi, attraverso incontri volti all’espressione dei bisogni, formulazione di domande, costruzione di ipotesi di intervento, distribuzione delle azioni tra enti, verifica degli interventi.

IL PROGETTO TR106: COME EVOLVE (dal 2009)

IL PROGETTO TR106: LA PERSONA AL CENTRO

All’interno del sistema di cura, il paziente viene considerato e accolto prima come persona, nella sua complessità di bisogni, sofferenze e risorse, e poi come candidato al lavoro. Il percorso verso l’occupazione favorisce l’attivazione dei desideri nel delicato intreccio di capacità e limiti, bisogni e aspirazioni, in un processo che attivi la capacità di percepirsi come produttivi e autonomi. Le risorse del candidato devono quindi trovare modo, nel percorso di avvicinamento al mondo del lavoro, per concretizzarsi in competenze sperimentabili, verificabili, durevoli.