Progetto 2019-02-25T15:57:45+01:00

Progetto

Le ipotesi che hanno mosso il nostro intervento nascono da esigenze precise di mettere mano ad alcuni intoppi della rete dell’organizzazione dei servizi che sostengono progetti di integrazione al lavoro per malati psichiatrici.
Sussiste nei fatti una divaricazione importante fra la frequente qualità degli interventi terapeutici che i servizi territoriali dipartimentali realizzano nella città di Milano e la carente organizzazione che li supporta. La logica territoriale ha premiato il costituirsi di gruppi di professionisti ancorati ai bisogni delle singole zone dipartimentali, promuovendo spesso movimenti culturali centripeti che non veicolano l’autentica cultura della sinergia di rete fra i vari servizi presenti nel territorio. Questi elementi insieme a quelli correlati ai processi di aziendalizzazione delle Ospedali, alla congiuntura economica degli ultimi anni e al sistema di rendicontazione a prestazione, hanno facilitato chiusura e isolamento culturale fra dipartimenti e questi con le varie risorse culturali ed economiche presenti e attive nella città.
In particolare per operare efficaci interventi orientati all’integrazione dei malati psichiatrici è necessario disporre di servizi fra loro integrati sia culturalmente che operativamente. C’è accordo infatti nel concepire la rete come “un insieme specifico di legami che si stabiliscono tra un insieme specifico di persone” e che per questo motivo permette “di dar senso e comprendere i comportamenti sociali delle persone che vi sono coinvolte” (Folgheraiter, 2003).
Abbiamo incontrato viceversa un territorio cittadino composto da DSM quali isole territoriali spesso in competizione e con una particolare frammentazione degli interventi per l’integrazione lavorativa, frammentazione che mal si sposa a criteri di fruibilità dei servizi ed efficienza degli interventi.
Abbiamo quindi deciso di rivolger i nostri sforzi allo studio di un sistema organizzativo in questo comparto che potesse maggiormente rispondere alle esigenze dei nostri assistiti.
Il paziente è pensato e accolto primariamente come persona e poi come candidato al lavoro. Il percorso al lavoro promuove l’attivazione del desiderio nel delicato intreccio fra capacità e limiti, bisogni e aspirazioni, in un processo che attiva la possibilità di percepirsi utili e autonomi: stati del sé che la condizione di malattia impedisce. Le risorse del candidato devono quindi trovare modo nel percorso formativo di avvicinamento al mondo del lavoro di concretizzarsi in competenze sperimentabili e verificabili.

Il Programma Innovativo Regionale promosso da ALA Sacco, in accordo con i Dipartimenti di Salute Mentale della città di Milano, ha ottenuto risultati in termine di organizzazione al fine dell’ottimizzazione delle risposte all’utenza nell’ambito dell’integrazione lavorativa di soggetti con disagio psichico, favorendo una gestione centralizzata che si è espressa nell’apertura di un Tavolo Tecnico con tutti i soggetti coinvolti nella città di Milano del comparto dell’integrazione lavorativa; il Tavolo è stato sostenuto e valorizzato dall’ASL Milano. In particolare il Programma del triennio 2009-2011, attivato dal luglio 2009 e conclusosi nel dicembre 2011, ha portato alla costruzione partecipata dei seguenti strumenti innovativi di tipo organizzativo:

  • l’applicazione di un modello, ispirato a quello di Quinn Mills (1993), definito a Grappolo o a Cluster, che è una struttura organizzativa che consente la messa in rete, su obiettivi ed azioni concordate, tra i Servizi, finalizzata a opportunità mirate per i candidati al lavoro, sostenuta da uno staff di operatori specializzati nella mediazione fra differenti linguaggi del comparto sociale e lavorativo (coach multi-appartenenza). Tale organizzazione ha permesso il sostegno dei Poli Lavoro e la costituzione degli stessi nei DSM in cui non ancora presenti.
  • l’attuazione di un metodo per costruire accordi, attraverso patti fiduciari, tra Dipartimenti di Salute Mentale ed Istituzioni, ispirandoci al il metodo ORGI (Schein, 2001), modello di ciclo risolutivo di problemi nell’organizzazione, che prevede incontri volti all’espressione dei bisogni, formulazione di domande, costruzione di ipotesi di intervento, distribuzione delle azioni tra enti, verifica dell’intervento.
  • Dispositivi di rete. Abbiamo individuato tre tipologie di dispositivi di rete che si caratterizzano e differenziano per: livello di coinvolgimento dei soggetti di rete, grado di strutturazione di processi di lavoro, spendibilità di lungo periodo (tavolo tecnico, piattaforme e procedure).
  • Consulenze di Processo al fine di promuovere e mantenere lo sviluppo organizzativo.

Sintesi obiettivi

    1. Storicizzazione e implementazione del modello organizzativo in atto all’interno della rete dei Servizi, tenendo conto delle differenti esigenze e competenze sul territorio, al fine di calibrare le azioni in relazione all’esigenze espresse e alle possibilità.
    2. Sviluppo delle potenzialità dei Servizi territoriali di fornire un ascolto ai bisogni di benessere e salute mentale dei lavoratori all’interno delle aziende
    3. Definizione e sperimentazione di diversi modelli di connessione con il comparto aziendale
    4. Formazione-intervento sul modello di rete proposto dal PIR TR38 nel territorio dell’ATS Città Metropolitana dalle altre ASST;